01-08/06/2019 – Trekking nel Parco nazionale della Sila

“Una foresta selvaggia mai sfiorata dalla mano umana, dove la natura continua il suo miracolo da epoche immemorabili (Norman Douglas)”

La Sila, più che una catena di montagne in senso stretto, è un dolce altipiano dove la cima più elevata è Monte Botte Donato con i suoi 1928 mt. La Sila, Selva Brutia dei Romani, è suddivisa nelle “tre Sile”: Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. Pochi si aspettano di trovare qui, nel profondo sud, immense foreste di conifere che si aprono solo per accogliere laghi cristallini, ma anche pascoli, praterie e radure fiorite, caratterizzate dalla presenza di una varietà di specie vegetali sia erbacee che arboree; di conseguenza in primavera le vallate sono tappezzate dalle eccezionali fioriture della primula, delle orchidee, dei crochi, dell’asfodelo, delle viole, del narciso. L’altipiano è in realtà un labirinto ondulato di valli separata da dorsali montuose che si estende su più di 150.000 ettari, con ambienti naturali che nulla hanno da invidiare a quelli alpini, perché ricchi di una grande varietà di specie animali e vegetali, non solo tipicamente meridionali, ma anche alpine e orientali. E poi le foreste, che ricoprono i monti quasi sempre fin sulla cima, hanno un valore speciale (per esempio il massiccio del Gariglione, il cui termine deriva da “cariglio” che in dialetto calabrese viene usato per denominare il cerro). Sono cattedrali di conifere, più esattamente di pino laricio, una specie così tipica da queste parti da essersi meritata il nome di pino silano, che coprono con un manto ininterrotto, tessuto anche da trame di faggio, la Sila Grande e la Sila Piccola e sfumano in boschi di latifoglie alle quote più basse e nella Sila Greca (così chiamata per gli influssi culturali orientali a cui fu soggetta).
Quelle di oggi non sono le originarie, distrutte tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, ma sono comunque di grande bellezza e valore. I laghi Cecita, Arvo, Ampollino e Ariamacina sono bacini artificiali sfruttati per usi idroelettrici; essi accentuano l’impressione di trovarsi in un angolo alpino, circondati dall’endemico Pino Calabro (Pinus Nigra varietà Calabricus) che edifica consistenti conifere definibili come “scure”. Nella loro acque, inoltre, nuotano trote, anguille, carassi, persico, etc.. La flora della Sila è costituita da: pino laricio, faggio, abete bianco, ontano nero e napoletano. Tra la fauna merita una menzione il lupo, e poi il capriolo, il gatto selvatico, tasso, martora, scoiattolo nero, cinghiale, lepre, volpe, picchio rosso e verde e nero, cincia, astore, nibbio, poiana, allocco, gufo comune e reale, riccio, salamandra dagli occhiali.
Il Parco Nazionale. Il Parco Nazionale della Sila è stato istituito con D.P.R. 14/11/2002 e contemporaneamente è stato istituito l’Ente di gestione. Ricomprende i territori già ricadenti nello “Storico” Parco Nazionale della Calabria (1968) che cessa di esistere. Tutela aree di rilevante interesse ambientale, in Sila piccola, Sila grande e Sila greca, per complessivi 73.695 ettari, in 21 Comuni, 6 Comunità Montane e 3 provincie della Regione Calabria.
L’altopiano della Sila si sviluppa su 74mila ettari con l’80% di superficie boscata. Montagne, colline, valli, terrazze: pezzi di Alpi sovrapposti agli Appennini. I giganti di Fallistro, bosco ultrasecolare di pini laricio affidato al Fai (Fondo Ambiente Italiano) e l’aria più pulita d’Europa.
Ventuno i comuni (nelle province di Cosenza, Catanzaro, Crotone), 700 i km di sentieri tracciati dal Club alpino italiano, decine di km di piste da sci tra gli impianti di Camigliatello, San Giovanni in Fiore, Villaggio Palumpo, Lorica. La Federazione europea dei parchi ha assegnato all’Ente Parco la Carta europea del turismo sostenibile. Il prossimo passo è la candidatura a patrimonio dell’umanità, un percorso già avviato con il l presidente del Fai e del presidente della Regione Calabria. L’Unesco ha approvato l’iscrizione della Sila tra le riserve della Biosfera italiana: è la decima nella rete mondiale dei siti di eccellenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Un’area di 68 comuni di cui il Parco costituisce il fulcro.

01/06/2019: PADOVA – Venezia – Lamezia terme – Longobucco (Cs)
Partenza da Padova con pullman riservato per l’aeroporto di Treviso. Volo Treviso – Lamezia
Terme con arrivo alle ore 18,30. Trasferimento (2 ore) a Longobucco per sistemazione in appartamenti dell’Ospitalità Diffusa. Cena presso ristorante tipico e pernottamento a Longobucco in case di ospitalità Diffusa

02/06/2019: tra le cime della Sila Greca.
Prima colazione. Escursione ad anello: Longobucco (mt. 788) / Monte Palèparto (mt. 1480) / Longobucco (mt. 788); tempi: 7 ore soste comprese. Dislivelli in salita e discesa: circa 700 mt. Visita del centro storico di Longobucco, Capitale della tessitura calabrese, del museo dell’artigianato silano, degli artigiani e delle cantine dove è d’obbligo “u sciannichiaddù”(tradizionale bicchiere di vino). Cena e pernottamento a Longobucco.

03/06/2019: vette panoramiche e straordinarie fioriture
Prima colazione. Transfer di 20’: Longobucco/Fossiata. Trek “Il cuore del Parco tra vette panoramiche e pascoli d’alta quota”: Fossiata (mt. 1298) Cozzo del Principe (mt 1.600) / Macchialonga (mt.1550) / Serra Ripollata (mt. 1682) / Pietre Bianche (mt.1400) / Cupone (mt 1150). Camminata all’interno del centro Visita “Cupone” del Parco della Sila. Tempi escursione: 7 ore soste comprese. Da loc. Cupone trasferimento in 20’ a Camigliatello per sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.
Hotel Aquila Edelweiss *** Camigliatello Silano www.hotelaquilaedelweiss.com

04/06/2019: alberi secolari e la vetta del Parco
Prima colazione. Transfer di 20’: Trek “la Riserva con gli alberi di pino laricio ultrasecolari e la vetta del Parco”: Croce di Magara (mt.1365) / Riserva Naturale di Fallistro “I Giganti della Sila” (mt. 1436) / Monte Botte Donato (mt. 1928)/ lo. Baracchelle/Lorica (mt.1403); tempi: 7 ore soste comprese. Da Lorica transfer per rientro a Camigliatello. In caso di tempo disponibile visita del Museo-Narrante dell’Emigrazione “La Nave della Sila”. Cena e pernottamento.

05/06/2019: cime tra i due laghi.
Prima colazione. Transfer di 45’ fino a località Cagno per escursione a piedi: loc. Cagno (mt.1340) / Montenero (mt.1880) / Colli Pirilli (mt. 1766)/ loc Nocelle (mt.1300); tempi: 6 ore. A fine escursione rientro in 30’ a Camigliatello per cena e pernottamento.

06/06/2019: La più bella valle della Sila e della Calabria. Prima colazione. Transfert (70’) per escursione tra “la più bella valle del Parco e della Calabria”: Lago Ampollino (mt.1288) / Monte Scorciavuoi (mt.1745) / Val di Tacina (mt.1522) / Valle Torrente Ciricilla (mt.1385) / Lago Ampollino (mt.1288). Tempi escursione: 7 ore soste comprese. Rientro Camigliatello per cena e pernottamento.
Note: lungo il transfert dell’andata sarà effettuata una sosta per visita dell’Abbazia di Gioacchino da Fiore. L’Abbazia, situata a San Giovanni in Fiore, è uno tra i più grandi edifici religiosi della Calabria ed è considerato, insieme al Santuario di San Francesco da Paola, il più importante edificio religioso della Provincia di Cosenza.

07/06/2019: Monte Scuro e il bosco del’Apitetto. Prima colazione ed escursione a piedi con partenza dall’hotel: Camigliatello (mt.1330) /Riserva Naturale Statale Tasso / M. Scuro (mt. 1618) / Rifugio Casello Margherita (mt. 1424). Durata: circa 3/4 ore. A seguire escursione al bosco dell’Apitetto che conserva piante secolari e straordinarie di abete bianco oltre ad essere un sito di importanza comunitario. Tempi escursione: circa 3 ore. Rientro a Camigliatello con breve transfert. Tempo libero prima della cena e pernottamento.

08/06/2019: Cosenza – Lamezia terme – Venezia – Padova- Prima colazione.
Trasferimento (1 ora) a Cosenza, città fondata dai Bruzi alla confluenza del Crati e del Busento, per visita del centro storico della città che presenta suggestivi scorci medievali. A seguire proseguimento (1 ora) per l’aeroporto di Lamezia Terme Volo Lamezia Terme – Treviso delle ore 15:15 con arrivo alle ore 16:55. Transfer con pullman riservato a Padova.

Cosa portare (indispensabile): scarponi da trekking; zaino anche di tipo scolastico poiché il bagaglio sarà trasportato dall’organizzazione; pronto soccorso personale; borraccia o bottiglia da minimo 1lt; mantellina e/o ombrello tascabile per eventuale pioggia; indumenti invernali (in alcune località potrebbe fare freddo).
Nota importante: l’alloggio a Longobucco sarà previsto solo se il gruppo sarà composto da massimo 30 partecipanti. In alternativa si alloggerà tutte le sere a Camigliatello.

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