27/02-13/03/2019 – India del Sud – seconda partenza

Terre di conquista, che avventurieri e missionari portoghesi, olandesi, francesi e inglesi hanno preteso di fare colonia, terre di lingue e popoli diversi, d’imperi che non si studiano a scuola, di religioni che impregnano e condizionano ogni aspetto della vita di tutti i giorni, impermeabili al caotico progresso della grande tigre indiana, terre di vegetazione tropicali, di monsoni, di spezie e di palme.
Terre il cui incanto trapela nella lentezza del vivere e dei millenari esercizi olistici di purificazione ascetica, nella compostezza della meditazione trascendentale e nella sapienza naturale delle pratiche di medicina ayurveda, che qui sono tradizione quotidiana e che tanto affascinano noi occidentali affetti, chi più chi meno, dai fastidiosi disturbi legati al logorio di una vita pesantemente tecno-dipendente.

1° giorno: Padova > Milano > (Mascate)
Ritrovo dei signori partecipanti a Padova in località da precisare e proseguimento in bus G.T. verso l’aeroporto di Malpensa, in tempo utile per le operazioni d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Oman Air WY 144 delle 21h30 per Mascate.

2° giorno: Mascate > Madras
All’arrivo, previsto alle 7h10 locali, dopo 6h40′ di volo, coincidenza con il volo Oman Air WY 253 per Madras delle 8h50. All’arrivo previsto alle 14h00 locali dopo 3h40′ di volo, disbrigo delle formalità d’immigrazione e trasferimento in città. Breve visita panoramica con il Forte St. George, la cattedrale portoghese di San Tomaso e il lungomare di Marina Beach, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Madras. Oggi Chennai, è una megalopoli di oltre cinque milioni di abitanti, capitale dello stato del Tamil Nadu. Il nome odierno deriva da quello del quartiere di Chennapatnam, un dedalo di viuzze dove si affacciano vecchie botteghe che diffondono nell’aria odori tipicamente orientali. Poco più a nord di un piccolo villaggio sul Golfo del Bengala occupato nel 1521 dai portoghesi, in località Madraspatnam, il 22 luglio 1639 la Compagnia Inglese delle Indie Orientali costruì un forte e qualche chiesa. I portoghesi si ritirarono nel 1669 in seguito ad un attacco del sultano di Golconda. Secondo la tradizione, a Madras avrebbe trovato la morte l’apostolo Tommaso e nel 1292 Marco Polo fece scalo a Mylapore, oggi un quartiere cittadino. Mylapore è la corruzione inglese del termine Mayilapur, che in tamil significa città del pavone. La leggenda racconta infatti che Shiva, accortosi che la moglie Parvati non lo ascoltava, si adirò a tal punto da esiliarla a Mylapore dopo averla tramutata, appunto, in pavone.

3° giorno: Madras > Kanchipuram > Mahabalipuram
In mattinata visita della galleria dei bronzi Chola al Museo al Nazionale. Al termine partenza per la visita di Kanchipuram (73 km, 1h45′) e proseguimento per Mahabalipuram (67 km, 1h45′), discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena. Pasti a buffet.Ooty. Diminutivo di Ootacamund, nome inglese con cui era nota Udagamandalam, popolare stazione climatica delle Blue Mountains durante il British Raj. Sulle pendici del colle Elk a un’altitudine di 2.200 m slm, il Government Rose Garden ospita una delle più grandi collezione di rose del paese, con più di 20.000 varietà e comprende rose ibridi di tè, rose in miniatura e rose di colori insoliti come il nero e verde.

Kanchipuram è una delle sette città sante dell’induismo e fu capitale di vari regni indù. È una città templare, caratterizzata dallo svettare delle sue gopuram e con santuari sparsi un po’ ovunque, tra i quali il tempio di Ekambareshwara, dalla torre alta 59 m, vero e proprio villaggio dedicato al Signore del mango, nel cui ingresso, dalle mille colonne è facile perdersi, il tempio di Vaikuntha Perumal con una galleria con colonne ornate da leoni, il Tempio di Kailashanatha, del VIII secolo, dalle forme e proporzioni armoniose, un capolavoro dell’architettura dravidica, consacrato a Shiva, Signore del monte Kailasha.

4° giorno: Mahabalipurham > Auroville > Pondicherry
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita del sito storico di Mahabalipuram. Al termine partenza per Auroville (106 km, 2h30’), con il celebre Matrimandir. A Pondicherry (14 km, 30’) discesa in hotel e sistemazione nelle camere riservate. Nel pomeriggio visita della città. Pasti a buffet.

Mahabalipuram, antico porto del regno indù dei Pallava, famosa per i templi costruiti tra il VI e il VIII secolo sulle rocce che emergono dalla riva. Secondo la leggenda, Mahabalipuram aveva sette pagode presso il mare, ma, già nel 1798, quando vi giunsero i primi europei, di queste pagode, tranne il Tempio della spiaggia, non restava traccia alcuna. I monumenti storici di Mahabalipuram sono in gran parte monolitici e scolpiti nella pietra, come il tempio di Mahishasuramardhini, e costituiscono il primo stadio dell’architettura dravidica in cui sono visibili elementi preminentemente buddhisti. Bellissimi l’enorme bassorilievo che rappresenta la discesa della dea Ganga sulla terra, la grotta di Varaha, un tempio del VII secolo scavato nella roccia, il 4° giorno, domenica 10 febbraio 2019: Mahabalipurham > Auroville > PondicherryTempio della spiaggia, i Pancha Rathas, i cinque carri, strutture piramidali mPeriyar. Il Parco Nazionale di Periyar, riserva naturale della tigre indiana e celebre per la sua biodiversità, si trova nel Kerala, su una superficie di 777 kmq al centro della zona montuosa delle Cardamom Hills, sulle alture dei Ghati Occidentali. Oltre alle tigri indiane, all’interno dell’area vive una sessantina di specie diverse di mammiferi, tra cui leopardi, cervi asiatici, bisonti indiani, volpi, rettili, anfibi e moltissimi tipi di farfalle.
La lussureggiante vegetazione è caratterizzata da foreste di sempreverdi e altissimi alberi tropicali. Fuori del parco, tra coltivazioni di tè e piantagioni di spezie, il cui commercio è l’attività principale della vicina cittadina di Kumily, il luogo santo del pellegrinaggio indù nella montagna del Sabarimala.
Kathakali. Il kathakali è una delle più antiche forme di teatro-danza, originatasi nello stato del Kerala, circa 500 anni fa. Danzato da soli uomini che recitano anche le parti femminili, il kathakali è una combinazione spettacolare di teatro, danza, musica e rituali, i cui personaggi, dai volti dipinti di colori accesi e dagli elaborati costumi, rimandano alle leggende epiche indù tratte dal Mahabharatha e dal Ramayana. Un attore di Kathakali, per prepararsi alla rappresentazione, adopera tecniche di concentrazione, abilità e attitudine fisica, tramite un addestramento basato sulla Kalaripayattu, antica arte marziale del Kerala.onolitiche dedicate ai cinque figli di re Pandava.

Auroville, la città dell’aurora, città-esperimento, costruita per essere un luogo dove donne e uomini di tutte le nazionalità, credi e razze potessero vivere in pace e armonia, fu concepita da Mirra Alfassa, detta The Mother, una delle prime seguaci di Sri Aurobindo. Al momento della sua fondazione la terra proveniente da 124 paesi del mondo fu mescolata in un’urna a forma di fiore di loto. Nel centro di Auroville si trova il mistico Matrimandir, la grande sfera ricoperta d’oro simbolo della madre universale. Sebbene concepita per ospitare 50.000 abitanti, vi vivono oggi circa 2.000 persone, di cui circa la metà indiani.
Pondicherry. Pondy, o Puducherry, conserva una bella atmosfera coloniale, grazie ai molti edifici, chiese, statue templi e viali alberati d’ispirazione francese. Il celebre ashram di Sri Aurobindo accoglie devoti da tutto il mondo in cerca della salvezza spirituale. Fondato nel 1926 da Sri Aurobindo Ghose, poeta filosofo, maestro yoga e combattente per la libertà indiana, l’Ashram rappresenta un tentativo di sintesi tra le dottrine yoga e la scienza moderna.

5° giorno: Pondicherry > Cuddalore > Gangaikondacholapuram > Dharasuram > Tanjore
Pensione completa. Partenza per Cuddalore (19 km, 30’) e sosta al bel mercato delle banane. Proseguimento per la visita dei siti di Gangaikondacholapuram (80 km, 2h30’) e Dharasuram (32 km, 1h). All’arrivo a Tanjore (40 km, 1h), discesa in hotel e sistemazione nelle camere riservate. Pasti a buffet.

Cuddalore. Dal tamil koodalur, confluenza: la città si trova infatti alla confluenza dei fiumi Pennaiyar, Kedilam e Paravanar. Durante gli ultimiOoty. Diminutivo di Ootacamund, nome inglese con cui era nota Udagamandalam, popolare stazione climatica delle Blue Mountains durante il British Raj. Sulle pendici del colle Elk a un’altitudine di 2.200 m slm, il Government Rose Garden ospita una delle più grandi collezione di rose del paese, con più di 20.000 varietà e comprende rose ibridi di tè, rose in miniatura e rose di colori insoliti come il nero e verde. secoli la città è passata sotto il dominio di Olandesi, Portoghesi, Francesi e Inglesi. Dal 1748 al 1752, Cuddalore è stata capitale della colonia inglese della Costa del Coromandal.
Gangaikondacholapuram. Capitale del regno Chola dal 1025 per circa 250 anni, eretta da Rajendra I, figlio e successore di Rajaraja Chola il grande, ora è un piccolo villaggio, ricordato solo dalla presenza del grande tempio di Shiva alto tre piani e circondato da un muro. Il tempio presenta sorprendenti sculture murali, enormi statue di tori e leoni, bronzi e statue di diverse divinità. L’ingresso, detto Mahaduvar, conduce al cortile interno, dove si trova una grande torrCuddalore. Dal tamil koodalur, confluenza: la città si trova infatti alla confluenza dei fiumi Pennaiyar, Kedilam e Paravanar. Durante gli ultimi secoli la città è passata sotto il dominio di Olandesi, Portoghesi, Francesi e Inglesi. Dal 1748 al 1752, Cuddalore è stata capitale della colonia inglese della Costa del Coromandal.
Gangaikondacholapuram. Capitale del regno Chola dal 1025 per circa 250 anni, eretta da Rajendra I, figlio e successore di Rajaraja Chola il grande, ora è un piccolo villaggio, ricordato solo dalla presenza del grande tempio di Shiva alto tre piani e circondato da un muro. Il tempio presenta sorprendenti sculture murali, enormi statue di tori e leoni, bronzi e statue di diverse divinità. L’ingresso, detto Mahaduvar, conduce al cortile interno, dove si trova una grande torre di 55 m.
Dharasuram è nota per il tempio Airavateswara costruito dal Chola Rajaraja II nel XII secolo, un vero forziere d’arte e architettura dalla torre di 85 m e dalle squisite sculture in pietra. La leggenda racconta che Airavata, l’elefante bianco di Indra, adorava il lingam di Shiva in questo tempio. Il Re della Morte, Yama, che soffriva di bruciori in tutto il corpo, vi si recò e la dea Deva Nayaki lo curò facendolo bagnare nella vasca sacra. Da allora la vasca è conosciuta come Yamateertham e siccome fuAiravata per primo ad adorare il lingam, il tempio fu chiamato Airavateswara.e di 55 m.

Dharasuram è nota per il tempio Airavateswara costruito dal Chola Rajaraja II nel XII secolo, un vero forziere d’arte e architettura dalla torre di 85 m e dalle squisite sculture in pietra. La leggenda racconta che Airavata, l’elefante bianco di Indra, adorava il lingam di Shiva in questo tempio. Il Re della Morte, Yama, che soffriva di bruciori in tutto il corpo, vi si recò e la dea Deva Nayaki lo curò facendolo bagnare nella vasca sacra. Da allora la vasca è conosciuta come Yamateertham e siccome fuAiravata per primo ad adorare il lingam, il tempio fu chiamato Airavateswara.

6° giorno: Tanjore > Trichy > Tanjore
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita di Trichy (60 km, 1h30’). Nel pomeriggio rientro per la visita di Tanjore (60 km, 1h30’). Pasti a buffet.

Trichy. Abbreviazione di Trichinopoly, nome sovrapposto durante il British Raj all’impronunciabile nome originale Tiruchirappalli. La storia di Tiruchirappalli comincia nel III secolo a.C. sotto il regno Chola, la cui antica capitale Uraiyur si trova nei sobborghi. La città passa poi sotto gli imperatori vijayanagar di Hampi poi ai sultani del Deccan e ai Nayak di Madurai, cui si deve il forte come oggi si vede. Intorno alla città si combatterono nel XVIII secolo le guerre tra Francia e Gran Bretagna per la supremazia sul territorio indiano. Dal Rock Fort Temple, spettacolare complesso monastico arroccato a 83 m di altezza, si domina tutta la città. La salita lungo i 437 gradini tagliati nella pietra è faticosa, ma dal Vinayaka, il tempio dedicato a Ganesh, proprio sulla sommità, si ammira un panorama davvero incantevole. Splendido il complesso religioso dello Sri Ranganathaswamy, edificato su 60 ha in onore di Vishnu nel X secolo, con sette sezioni concentriche e 21 torri. Nel 2010 il National Urban Sanitation Policy ha certificato Tiruchirappalli tra le dieci città più pulite dell’India.
Tanjore. Oggi Thanjavur, è l’ex capitale dell’Impero Chola. La maggior parte dei grandi templi Chola, che sono Patrimonio Mondiale UNESCO si trovano a Thanjavur e intorno. Thanjavur è famosa per il Tempio Brahadishwara, che si trova nel centro della città, costruito da Rajaraja Chola nel corso del XI secolo. Il tempio è chiuso in due recinti, sormontato da un’alta torre e ospita un altare-santuario squisitamente decorato, un elefante e un toro Nandi, scolpiti in un solo blocco di granito nero. Tra gli altri edifici storici il forte Vijayanagara, che contiene un palazzo che è stato ampliato dal re Maratha Serfoji II con un arsenale, una torre campanaria e la biblioteca Saraswathi Mahal, con oltre 30.000 manoscritti indiani ed europei scritti su foglie di palma
e carta.

Ooty. Diminutivo di Ootacamund, nome inglese con cui era nota Udagamandalam, popolare stazione climatica delle Blue Mountains durante il British Raj. Sulle pendici del colle Elk a un’altitudine di 2.200 m slm, il Government Rose Garden ospita una delle più grandi collezione di rose del paese, con più di 20.000 varietà e comprende rose ibridi di tè, rose in miniatura e rose di colori insoliti come il nero e verde.

7° giorno: Tanjore > Chettinad > Madurai
Pensione completa. Partenza per il distretto di Chettinad (111 km, 2h30’) e pranzo tradizionale tamil in una Nattukotai. Nel pomeriggio proseguimento per Madurai (88 km, 2h15’), sistemazione nelle camere riservate e visita della città con il palazzo Thirumalai Nayak e il tempio Minakshi. Cena a buffet e ritorno al tempio per assistere alla cerimonia della pūjā.

Chettinad. Distretto del Tamil Nadu, terra dei Chettiars, leggendaria genìa di mercanti che vi costruirono splendide magioni. Dapprima, nei secoli XI e XII, i Chettiars seguirono le rotte marittime dell’impero dei Chola e dei Pandyia, poi affiancarono nelle loro fortune le varie Compagnie delle Indie Orientali commerciando sale, sete, spezie, legnami pregiati e gemme preziose. Questi commerci fecero dei Chettiars la classe dirigente mercantile dell’India del Sud e la prossimità con i governanti fece loro guadagnare proprietà terriere, dove costruirono magnifiche magioni, che vennero dette Nattukottais, letteralmente fortezze terriere. Le Nattukottais, generalmente alte due o tre piani e celate dietro facciate abbellite da statue stravaganti che mescolano temi di divinità indù con iconografia di stampo europeo, occupano interi isolati. I grandi portali d’ingresso di legno lavorato con abilità e gusto straordinari, immettono in abitazioni gigantesche, che si sviluppano attorno a due o tre cortili, ornate da pilastri di marmo e granito, tek birmano lucidato e intagliato, piastrelle decorate, dipinti di Tanjore, candelieri di cristallo, ceramiche di Athangudi e pareti stuccate con una miscela di polvere di conchiglie, bianco d’uovo, zucchero di palma, spezie e bacche, con una tecnica che è ormai andata perduta e che assicurava alle case muri freschi e all’intonaco una lunghissima durata. Il centro principale del Chettinad è Karaikudi, dove alcune magioni Nattukottai sono state aperte ai turisti.
Madurai. La leggenda narra che quando il dio Shiva benedì la terra e la sua gente, dai suoi capelli sgorgò nettare divino, madhu. In realtà, Madurai è più probabilmente la distorsione della parola tamil marudhai, che significa fertile regione agricola. Prima del soggiorno di Marco Polo, dal 1288 al 1293, dall’occidente nel III secolo a.C., giunse a Madurai, il greco Megastene esuccessivamente vi approdarono i commerci Romani. Nel 1311 Malik Kafur, un generale di Ala ud-Din Khalji reggente di Delhi,saccheggiò la città e la integrò nell’impero di Tughluq. La città passò poi al regno di Vijayanagar, ai Nayaka, ai sovrani di Karnataka e nel 1801 alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali. Il tempio di Minakshi-Sundareshwara, del XVII secolo, consacrato al Dio Shiva Sundareshwara, dal bell’aspetto, e alla sua sposa Minakshi, dagli occhi a forma di pesce, è uno dei luoghi più affascinanti e impressionanti dell’India. Il suo labirinto di cortili e sale è una città nella città. Ovunque immagini di cavalli, leoni, elefanti e altre figure mitologiche, emergono da tenebrose semioscurità. Nel tempio, composto di tre recinti sovrastati da alte torri a più piani ricoperte di sculture policrome, si trovano la sala delle mille colonne, dove ogni anno si celebra, nell’ambito del festival di Chithirai, la rappresentazione sacra delle nozze di Shiva con Parvati.
Pūjā, reverenza in sanscrito. Nella religione induista, pūjā è un termine che indica un atto d’adorazione verso una Divinità, che si esprime con un’offerta, una cerimonia o un rito. Tradizionalmente, essa si esegue di fronte a una Murti, ovvero una rappresentazione fisica del Dio che s’intende adorare. La celebrazione di una pūjā può essere accompagnata dal canto di mantra o inni sacri, e spesso prevede anche l’offerta di frutta, latte, riso, fiori,…Gli alimenti vengono poi consumatidall’offerente, in quanto dopo il rituale essi diventano prasada, ovvero cibo benedetto e purificato.

8° giorno: Madurai > Thekkady
Pensione completa. Partenza per Thekkady (144 km, 4h30’), porta del parco nazionale di Periyar. All’arrivo sistemazione nelle camere riservate e tour delle piantagioni di spezie. In serata spettacolo dimostrativo di danza Kathakali. Rientro in hotel per la cena. Pasti a buffet.

Periyar. Il Parco Nazionale di Periyar, riserva naturale della tigre indiana e celebre per la sua biodiversità, si trova nel Kerala, su una superficie di 777 kmq al centro della zona montuosa delle Cardamom Hills, sulle alture dei Ghati Occidentali. Oltre alle tigri indiane, all’interno dell’area vive una sessantina di specie diverse di mammiferi, tra cui leopardi, cervi asiatici, bisonti indiani, volpi, rettili, anfibi e moltissimi tipi di farfalle.
La lussureggiante vegetazione è caratterizzata da foreste di sempreverdi e altissimi alberi tropicali. Fuori del parco, tra coltivazioni di tè e piantagioni di spezie, il cui commercio è l’attività principale della vicina cittadina di Kumily, il luogo santo del pellegrinaggio indù nella montagna del Sabarimala.
Kathakali. Il kathakali è una delle più antiche forme di teatro-danza, originatasi nello stato del Kerala, circa 500 anni fa. Danzato da soli uomini che recitano anche le parti femminili, il kathakali è una combinazione spettacolare di teatro, danza, musica e rituali, i cui personaggi, dai volti dipinti di colori accesi e dagli elaborati costumi, rimandano alle leggende epiche indù tratte dal Mahabharatha e dal Ramayana. Un attore di Kathakali, per prepararsi alla rappresentazione, adopera tecniche di concentrazione, abilità e attitudine fisica, tramite un addestramento basato sulla Kalaripayattu, antica arte marziale del Kerala.

9° giorno: Thekkady > Alleppey > Backwaters > Cochin
Pensione completa. Partenza per Alleppey (128 km, 3h45’) attraversando la catena montuosa dei Ghati Occidentali. Imbarco sui grandi kettuvallam con il quale si navigheranno le Backwaters, i canali e le lagune del Kerala. Pranzo a bordo. Sosta per la visita della bella chiesa di Champakulam. All’arrivo a Cochin (53 km, 2h), discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena a buffet.

Ghati Occidentali. Gli Western Ghats sono una catena montuosa che attraversa da nord a sud lungo la parte occidentale della piana del Deccan e la separa da una stretta pianura costiera che s’affaccia sul Mar Arabico. La catena montuosa è lungaapprossimativamente 1.600 Km e si snoda dal Maharashtra fino a Capo Comorin.
I Ghati occidentali sono ricoperti da fitte foreste tropicali e piantagioni di alberi della gomma, tek, sandalo, ebano, piante da frutta, tè, caffè, alberi e arbusti di spezie e ospitano numerose riserve naturali popolate da pachidermi, felini e uccelli. Il rilievo massimo è il monte Dodabetta che raggiunge i 2.637 m di altitudine.
Backwaters. Rete di lagune e laghi salmastri parallela alla costa del Malabar sul Mare Arabico, un sistema labirintico composto da più di 900 km di canali, artificiali o naturali, alimentati da 38 fiumi che scendono dai Ghati Occidentali e formate dall’azione delle onde e delle correnti di riva che creano basse isole di barriera tra le foci dei fiumi e il mare.Le backwaters, che si estendono per praticamente la metà della lunghezza dello stato del Kerala, sono un reticolo silenzioso e vergine, una meravigliosa cortina di palme, verdissima e ordinata, geometricamente placida, immobile giustapposta a un’India che muore soffocata dai fumi di scarico, dal caos, dai rumori, dalle polveri generate dal traffico frenetico di rottami sgangherati e dell’inarrestabile crescita industriale. La terra è a pochi centimetri dal pelo dell’acqua e pare galleggiare sospesa in fragili isoloni, difesa a tratti da solidi muri di pietra, a tratti da un laborioso intreccio di rami. Sulla terra, un tripudio ordinato e umile di splendide palme, talmente verdi da regalare il loro colore alle acque, agli argini e persino al cielo, tra le palme, quasi invisibili, cittadine di minuscole case regolari e linde. Su queste acque navigano le kettuvallams, chiatte tradizionali per il trasporto del riso, di 30 m di lunghezza e col tetto di paglia, molte delle quali convertite in locande galleggianti per ospitare i turisti.
Champakulam. Villaggio del Kuttanad, sul fiume Pampa, noto per la produzione di riso e cocco e l’allevamento di anatre. Di particolare interesse la parrocchiale di rito siro-malabarese di S. Maria, una delle più antiche e originali chiese cristiane d’India. I riti, o chiese sui iuris, si distinguono dalla chiesa universale per forme di culto liturgico e pietà popolare, disciplina sacramentale e canonica, terminologia e tradizione teologica. La chiesa di Champakulam si crede sia stata fondata nel 427, anche se solo la croce di pietra è datata documentalmente al 1151. La chiesa ha un impianto architettonico molto originale, con una volta prismatica affrescata da artisti cingalesi. Per commemorare il dio Krishna del vicino tempio di Ambalappuzha, a Champakulam si svolge la più vecchia gara di barche serpente del Kerala.

10° giorno: Cochin
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita del Hill Palace, il palazzo del maragià di Cochin, nel sobborgo di Thripunithura. L’Hill Palace, complesso costituito da 49 edifici con 54 ha di giardini popolati da cervi e disseminati di rare piante medicinali, oggi è il più grande museo archeologico del Kerala, che espone gioielli, oggetti, letti maestosi, affreschi, dipinti, sculture, manoscritti provenienti dalle collezioni dei reali di Cochin e Trevancore. Nel pomeriggio visita di Fort Kochi e al tramonto, crociera nella baia. Rientro in hotel e cena. Pasti a buffet.

Cochin. Oggi nota come Kochi, la città sede del Regno di Cochin fin dal XI secolo, fu importante centro per il commercio delle spezie. Occupata dai Portoghesi nel 1503 e capitale dell’India Portoghese fino al 1530, quando questo titolo fu trasferito a Goa, Cochin fu il primo centro colonizzato dagli Europei nel subcontinente indiano. In seguito, la città cadde prima sotto il controllo degli Olandesi, poi sotto il regno di Mysore, infine sotto l’egemonia britannica. In città si trova la più antica chiesa cattolica in India, quella di Santa Cruz; d’interesse anche il Palazzo Olandese, del 1510, con preziosi dipinti murali e la sala del trono del maragià di Cochin, la chiesa di S. Francesco dove fu sepolto Vasco da Gama, prima che le sue spoglie fossero trasferite a Lisbona, il quartiere ebraico di Mattancherri con l’antica sinagoga decorata con mattonelle cantonesi dipinte a mano e il porto, uno dei dieci più suggestivi del mondo, secondo Lonely Planet TM, con le caratteristiche reti a bilanciere.

11° giorno: Cochin > Coimbatore > Coonoor > Ooty
Pensione completa. Partenza per Coimbatore (190 km, 4h15’) e sosta per il pranzo. Proseguimento per Coonoor (68 km, 2h15’), imbarco sul treno storico 56138 delle 16h00 per Ooty (19 km). All’arrivo, previsto alle 17h15, dopo 1h15’ di viaggio, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena. Pasti a buffet.

Nilgiri Mountain Railway. Ferrovia a scartamento ridotto e con parti a cremagliera che si snoda per 45.88 km tra Mettupalayam a Ooty, oggi Udagamandalam, nei monti Nilgiri, forse più noti col nome inglese di Blue Mountains, nel nord del Tamil Nadu.
Il viaggio d’andata dura circa 5 ore e 3 ore il ritorno, i tratti più interessanti sono tra Kallar e Coonoor, dove la locomotiva a vapore porta il treno da 405 m a 1.712 m slm, e tra Coonoor e Ooty a 2.203 m slm, 18 km, con 208 curve, 13 gallerie e 27 viadotti storici, tra piantagioni di noci di betel e foreste di acacie ed eucalipti a una velocità massima di 30 km/h. I ponti di Kallar Bridge sul fiume Bhawani, di Adderley e di Burliar sopra la giungla tropicale e le dodici stazioni sono magnifici manufatti originali d’inizio secolo.
Sulle Nilgiri nasce il tè nero più celebre, dal profumo caldo e dal sapore morbido con note erbacee, di limone e noce moscata.

12° giorno: Ooty > Mysore
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita di Ooty e del Government Rose Garden. Nel pomeriggio partenza per Mysore (126 km, 3h15’). All’arrivo, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena. Pasti a buffet.

Ooty. Diminutivo di Ootacamund, nome inglese con cui era nota Udagamandalam, popolare stazione climatica delle Blue Mountains durante il British Raj. Sulle pendici del colle Elk a un’altitudine di 2.200 m slm, il Government Rose Garden ospita una delle più grandi collezione di rose del paese, con più di 20.000 varietà e comprende rose ibridi di tè, rose in miniatura e rose di colori insoliti come il nero e verde.

13° giorno: Mysore > Srirangapatna > Mysore
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita di Mysore. Nel pomeriggio visita al tempio di Srirangapatna (22 km, 45’). Pasti a buffet.

Mysore, Karnataka. Mahisur in lingua locale, che significa dimora di Mahisha, un demone, che secondo la mitologia indù fu stato ucciso dalla dea Chamundeshwari, dea il cui tempio si trova sulla collina.
Il famoso toro monolito si trova nel tempio di Chamundeshwari Durga.
Srirangapatna. Città del Karnataka famosa per l’antichissimo tempio di Sri Ranganathaswamy, dedicato a Ranganatha una delle manifestazioni di Visnù. Il tempio è il primo di cinque templi dedicati a Ranganatha sul corso del fiume Kaveri. Il pellegrinaggio ai cinque templi è noto come Pancharanga Kshetrams.

14° giorno: Mysore > Somanathapura > Bangalore
Pensione completa. Partenza per la visita di Somanathapura (35 km, 1h). Proseguimento per Bangalore (135 km, 3h15’), pranzo in ristorante e visita della città. Al termine discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Somanathapura. Cittadina del Karnataka famosa per il molto ben conservato tempio Kesava, uno dei migliori esempi di architettura Somanathapura. Cittadina del Karnataka famosa per il molto ben conservato tempio Kesava, uno dei migliori esempi di architettura Hoysala, costruito nel 1268 da Somnath, un comandante del re Narasimha III, quando gli Hoysala erano la maggiore potenza nel sud dell’India.
Il tempio Kesava ha uno stile unico e una simmetria perfetta, i muri esterni sono decorati con una serie di pieghe a forma di stella e l’intera superficie è ricoperta da placche di pietra scolpita. Le pareti sopra il basamento sono scolpiti con figure squisite di dei e dee. I tre santuari un tempo ospitavano magnifici idoli di Kesava, Janardhana e Venugopala. Oggi, quello di Kesava manca, ma gli altri due ancora adornano i sancta sanctorum nella loro forma originale.
Bangalore. Oggi Bangaluru, capitale del Karnataka, è la prima città indiana per tasso di sviluppo economico e tecnologico, il suo distretto è considerato la Silicon Valley dell’India. Qui negli anni Cinquanta, il governo insediò, al riparo dal Pakistan e da altri occhi indiscreti, il quartier generale del settore aerospaziale.
L’attuale città fu fondata da un vassallo dell’Impero Vijayanagara, Kempe Gowda I, che costruì una fortezza di fango e un tempio nel 1537. Dopo la caduta dell’Impero Vijayanagara, la città più importante del circondario divenne Mysore e Bangalore passò di mano più volte, fino a essere incorporata nell’impero britannico dopo la sconfitta e la morte del sultano Tippu durante la guerra del 1799. Nel 1831 a seguito del malgoverno del re Krishna Raja Wodeyar III, i britannici presero il controllo diretto del Regno di Mysore e ne trasferirono la capitale a Bangalore.

15° giorno: Bangalore > Mascate > Milano > Padova
Prima colazione. Trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo Oman Air WY 282 delle 10h10 per Mascate. All’arrivo, previsto alle 12h35 locali dopo 3h55′ di volo, coincidenza con il volo Oman Air WY 143 delle 14h35 per Milano, dove è previsto l’arrivo alle 19h05 locali dopo 7h30′ di volo. Dopo il ritiro dei bagagli partenza in bus privato per Padova.

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