24/03/2018 – Il Cammino di Sant’Antonio – Quarta tappa

Proponiamo ai soci la quarta tappa del Cammino di Sant’Antonio da Monselice a Rovigo.
Questa tappa si percorre sempre in pianura salvo la salita delle “sette cesette” di Monselice.

ITINERARIO: dalla stazione ci portiamo in centro a Monselice e saliamo al Santuario delle Sette Chiese di Monselice, Usciti dal Santuario 90 metri dopo la Porta Romana, si scende a sinistra per vicolo Scalone, si svolta a destra in via Santo Stefano e, dopo un centinaio di metri, si scende per la discesa pedonale a sinistra. Si prosegue diritto in via Matteo Carboni. Al bivio si prende a sinistra (del cinema) via del Pellegrino (divieto di accesso per le bici). Giunti in Piazza San Marco (630 m da inizio tappa), si svolta a sinistra e si attraversano i Giardini San Marco che costeggiano il piazzale della Vittoria. Si arriva di fronte al Duomo Nuovo (che si consiglia di visitare 780 m da inizio tappa), quindi si prende la laterale a destra che lo fiancheggia, Via G. Garibaldi. La si percorre tutta e si continua sempre diritto in Via San Giacomo che prende il nome dalla celebre Chiesa di San Giacomo con annesso convento dell’Ordine Francescano Minore (sulla sinistra della carreggiata 1,5 km). Le origini dell’antico monastero risalgono al 1162. Edificato allo scopo di ospitare pellegrini e poveri di passaggio e dare loro vitto, alloggio e ogni altro aiuto necessario, fu dedicato all’apostolo patrono dei pellegrini, il cui culto nel medioevo era popolare e diffusissimo. Il convento venne successivamente affidato ai frati francescani. È in stile romanico-gotico con abside, campanile del ‘300, tele di Scuola veneta e chiostro del ‘400. Vi consigliamo una visita al convento dove vi potete far apporre il timbro sulla credenziale.
Si procede per via San Giacomo fino ad arrivare allo stop (2,4 km), si attraversa via C. Colombo (prima del sottopasso della ferrovia) e si imbocca via Candie di fronte. La si segue per circa 300 metri e si arriva davanti alla Comunità San Francesco (centro di recupero dei Frati Minori Conventuali della Basilica del Santo, dove ci si può far apporre il timbro sulla Credenziale; 2,7 km). Si svolta a destra e si continua a seguire Via Candie; si continua per altri 300 metri al bivio si svolta a destra in via Moralediemo (3 km). Dopo circa 500 metri vi è una stradina bianca a sinistra che conduce alla Chiesa di Sant’Antonio di Ca’ Oddo che conserva un’autentica reliquia del Santo, donata dai Frati Minori Conventuali della Basilica del Santo con un’attigua chiesetta.
Si segue la via Moralediemo, si supera un passaggio a livello (4 km) e si segue la stretta stradina asfaltata (al bivio tenere la sinistra) per circa 300 metri fino al suo esaurimento. Al bivio di via Granzette (4,8 km) si svolta a destra. Si prosegue diritto all’incrocio (5,1 km) e si supera il sottopasso autostradale della SR 10 var. (5,2 km). Subito dopo, si prende la prima strada a destra, via Granzette, in direzione Schiavonia. A sinistra si può vedere la chiesa di Schiavonia.
Poco dopo si svolta a sinistra in via Vincenzo Carraro (solo per pedoni e bici). La si segue tutta, quindi si prende la seconda via a sinistra (5,9 km) Via Bosco Crosara. Si procede sempre diritto per circa 800 metri seguendo via Bosco Crosara fino alla rotonda (6,7 km). Si continua diritto, in via Stazione e si passa di fronte alla stazione di Sant’Elena (7,2 km). Si prosegue sempre in direzione sud-ovest e si entra a Sant’Elena (8,3 km). Si arriva ad un incrocio, si svolta a sinistra e si supera il sottopasso ferroviario (8,5 km). Si continua in via Roma e, poche centinaia di metri dopo, sulla sinistra si può ammirare villa Miari De’ Cumani, a cui le mura merlate alla ghibellina e la possente torre conferiscono l’aspetto di villa-castello, che costituisce un’oasi naturalistica (visita a pagamento museo e grande parco con laghetto. I pellegrini con credenziale possono visitare la villa e il parco al costo di 1,50 €).
Poco più avanti (circa 200 metri) sulla destra c’è il piccolo parco della Barchessa (fontana, tavoli e panche; aperto dalle ore 9,00 alle ore 20,00). Proseguendo oltre, sulla destra c’è la piazza con scuole e sulla sinistra la chiesa di Sant’Elena (8,9 km). Si procede diritto per via Roma fino alla grande curva a destra, dove si prende a sinistra via Busatte con imponente capitello dedicato a Sant’Antonio (9,5 km).
La si percorre, svoltando a destra in via Arzerini (detta anche via Oberdan 10,1 km). La si percorre tutta e allo stop (10,7 km) si svolta a sinistra in via Nicolò Tommaseo. Alla fine della strada si gira a destra in via Ceresara (11,1 km). Si supera il passaggio a livello (12 km) e si continua seguendo la strada in via Forni. Alla rotonda si procede diritto in via Gazzolo (edicola con S. Padre Pio a sinistra 13 km). Si entra a Granze (13,3 km). Poco dopo sulla sinistra si può vedere Villa Ca Conti (14 km) si gira a destra in Via Cà Conti e si prosegue diritto fino alla fine della via (è una piacevole via alberata), sotto al campanile della chiesa c’è una fontanella. Arrivati alla fine di via Cà Conti vedrete davanti voi le Scuole di Granze. Girate a sinistra e sarete in Via Ponticelli. Proseguite su Via Ponticelli per 1,6 km fino ad arrivare a un ponte. Si supera il ponte (16,2 km) sul fiume Gorzone e si entra a Vescovana. Si prosegue diritto in via Giacomo Matteotti e, subito dopo il ponte S. Caterina (16,6 km), si gira a destra in via Roma, si imbocca la stradina parallela a sinistra: si scende e si risale. Ritornati sulla via, si attraversa la strada e si imbocca il sentiero ciclopedonale che costeggia il parco (fonte; 16,8 km). Si supera Villa Pisani che possiede un meraviglioso giardino che si consiglia di visitare, e si finisce di fronte alla chiesa di San Giovanni Battista Decollato (17,2 km). Si svolta a destra e, subito dopo, a sinistra, fiancheggiando la chiesa, si prosegue diritto oltre lo stop per via Bassa (17,3 km). Si passano: i carabinieri sulla sinistra, la farmacia sulla destra, il parco con panche sulla sinistra e cappella alla Madonna (17,7 km). Si continua per un bel pezzo sempre diritto per via Bassa: finisce Vescovana (18,6 km); si supera una rotonda (19,6 km) e, al n. 60 troviamo l’ottocentesca casa dell’agriturismo Le Quattro Rose (19,9 km), rifugio del cammino. E’ una struttura piuttosto isolata: la cucina è a
disposizione dei pellegrini ma occorre procurarsi il cibo in paese a Vescovana. L’ottimo ristorante convenzionato è a 2 km di distanza. Si continua in via Bassa. Dopo 1,8 km circa dall’agriturismo Le Quattro Rose, si svolta a sinistra in via D. Alighieri (21,7 km). (Si può trovare una fonte proseguendo 150 metri dall’incrocio con Via Alighieri, sulla sinistra.) Si percorre tutta Via Alighieri e allo stop si svolta a destra in via G. Carducci (22,4 km). Al bivio (dopo 330 m) si svolta a sinistra in via G. Garibaldi dopo (140 m) vi è un capitello dedicato a Sant’Antonio. Si passa sotto al cavalcavia autostradale (23,4 km).
Sulla curva vicino all’acquedotto ben visibile, si prende la stradina che si ha di fronte con divieto di accesso per i camion (23,6 km). Dopo 50 metri la strada diventa sterrata e si continua diritto lungo la canaletta d’irrigazione. Dopo 700 metri circa la strada ritorna asfaltata (24,4 km). Si attraversa il sottopasso della ferrovia (25,1 km) percorrendo via Cadeasse. Alla fine della strada si svolta a destra per via Stradon (25,4 km). Allo stop si gira a sinistra in via G. Marconi (25,6 km) e si fiancheggia l’Adige, si tiene la destra sulla strada che sale verso l’argine. Siamo a Boara Pisani. Arrivati al ponte lo si prende e una volta superato il ponte, sull’altro lato del fiume, si gira a destra e si segue la strada asfaltata di via Lungo Adige che costeggia il fiume, entrando nella periferia di Rovigo. Dopo circa 1,1 km, prima del sottopasso della ferrovia, si svolta a sinistra in via della Fabbrica (27,6 km). Alla prima laterale a destra, si imbocca la pista ciclopedonale che conduce alla stazione ferroviaria di Rovigo (si attraversa via Zuccherificio e poi si superano un paio di ponticelli pedonali). Alla fine della pista ciclabile (30,1 km), si svolta a sinistra e si attraversano i Giardini Marconi. Si esce dall’ultimo cancello sulla destra in viale Guglielmo Marconi: qui si svolta a sinistra. Siamo nel centro della città di ROVIGO, la cui etimologia non è del tutto chiara ma, indizi letterari e religiosi, collegano il nome alle rose, che caratterizzavano nell’antichità queste zone. Ludovico Ariosto, nell’“Orlando Furioso”, accredita la tesi, definendo il luogo “la terra in cui produr di rose / Le dié piacevol nome in greche voci”. In fondo alla via, di fronte, c’è la chiesa della Madonna della Salute. Allo stop si gira a destra per viale Porta Adige. Si prosegue sempre diritto, si prende Viale Regina Margherita. Si continua in via Umberto I (30,8 km), si supera Piazza della Repubblica e si procede svolta in Via Antonio Minelli e si procede in Via Grimani e si entra a destra nella Piazza Giacomo Matteotti. Qui si possono vedere la Torre Mozza e la Torre Donà, entrambe pendenti, resti del castello qui fondato nel 920 dal vescovo di Adria. La seconda delle due è tra i più elevati edifici superstiti del medioevo italiano. Alla fine della piazza di prosegue su Via Antonio Bonatti che ci porta al Duomo, l’antica chiesa di S. Stefano, di origini precedenti al Mille. Si prosegue a sx su Via Trento e poi Giuseppe Laurenti su cui troviamo il cinquecentesco palazzo Roncale, disegnato da Michele Sanmicheli, e a destra vi è il palazzo dell’Accademia dei Concordi, nata nel 1580 come associazione tra appassionati di letteratura e di musica; nel XVIII secolo si diede una sezione di agraria per affrontare sul piano scientifico i problemi idraulici del Polesine, raccogliendo molte raccolte artistiche e lasciti dei latifondisti locali. Quindi si entra in Piazza Vittorio Emanuele II (31,3 km), che costituisce la piazza centrale della città, su cui si affaccia il portico del cinque-settecentesco palazzo del Municipio e a sud-ovest il palazzo Roverella (1475), già Monte di Pietà. Si attraversa la piazza e, alla sinistra della colonna col leone veneziano, si imbocca via U. Maddalena. Si supera Piazza Garibaldi (sulla destra si può intravvedere Porta S. Bortolo) sulla quale prospetta la
neoclassica facciata del Teatro sociale (1818-19) (31,6 km). Quindi si procede in via Silvestri, si giunge in Piazzale S. Francesco con la Chiesa di San Francesco (sec. XIV-XIX). Si vede quindi alla nostra sinistra l’ampia Piazza XX Settembre (31,7 km) che costituisce quasi un viale che porta alla Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, detta la Rotonda (1594-1613): la venerata effigie conservata all’interno, ritenuta miracolosa, è un affresco seicentesco in cui è dipinta la Madonna col Bambino in grembo e in mano tiene una rosa, diretto riferimento al nome della città. Rappresenta all’interno una sorta di galleria della pittura veneta del ‘600 (32 km). Timbro del cammino di Sant’Antonio.
Sceglieremo un locale per la bicchierata di fine tappa e poi ci portiamo alla stazione ferroviaria per il rientro a Terme Euganee e Padova.
Difficoltà: T/E–Turistico/Escursionistico. Salita/discesa mt. 50. Tempo: ore 7:30. Km. 32. 

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