27/01/2019 – Il Cammino di Sant’Antonio – Decima Tappa

Proponiamo ai soci la decima tappa del Cammino di Sant’Antonio da Bologna San Ruffillo a Settefonti. Con questa tappa iniziamo ad attraversare l’appennino Emiliano – Romagnolo.

PARTENZA: appuntamento alle ore 06:50 al parcheggio scambiatore di Brusegana all’incrocio tra via dei Colli, Cave e SS. Fabiano e Sebastiano e partenza alle ore 07:00 con pullman riservato per Bologna.

ITINERARIO: Dalla Chiesa di San Ruffillo si ripercorrono a ritroso i propri passi e si ritorna alla rotonda Principessa Mafalda di Savoia (700 m da inizio tappa). Si svolta a sinistra in via Arcangelo Corelli e si imbocca, dopo una cinquantina di metri, il percorso pedonale sulla destra (800 m da inizio tappa). Si sale sulla collinetta che conduce ad un ponte (1,2 km) che passa sopra ad una strada di grande traffico da superare. Si scende verso destra fino ad arrivare alla strada asfaltata.
Si svolta a destra in via Alberto Mario e si supera il ponte sul Torrente Savena (1,4 km). Si svolta a destra in via R. Benassi (località di Ponticella). La si percorre sempre avanti (si restringe molto tra via del Monte e via Spippola 2,1 km). Voltare a destra in via Spippola (cartello CAI 817 Madonna dei Boschi, San Giovanni di Montecalvo, Piombarola). Dopo qualche centinaia di metri si passa in un varco dove ci sono due Piloni che reggevano un cancello e si entra in un piccolo parcheggio alla fine della strada c’è un cancello grande sulla sinistra e un piccolo sentiero sulla destra, si prosegue sul sentiero segnalato dal Cai. Il sentiero è unico perciò non si può sbagliare basta seguire i segnavia CAI 817. Si sbuca sul sentiero più largo e si tiene la destra proseguendo il suddetto sentiero, si arriva un piccolo largo e si mantiene la sinistra. Dopo il palo giallo del metanodotto c’è una piccola rampa, si sale e si continua a seguire i segnavia. Ad un bivio il sentiero sembra proseguire a destra mentre invece va a sinistra come i segnali del CAI indicano.
Ad un altro bivio girare a destra attraversare l’incrocio proseguendo dritto, allo slargo proseguire dritto quindi girare non la prima ma la seconda a destra sempre seguendo l’ 817 fino ad arrivare a La Palazza (4,2 km), zona di relax con panche, fonte ed indicazioni del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa.
Si prende la stradina che inizia asfaltata a destra (indicazione CAI 802A) e si prosegue diritto.
(Dopo poche decine di metri c’è una deviazione a sinistra per visitare la Grotta della Spipola ma vi si può entrare solo su prenotazione e con guida). La strada diventa ghiaiata (4,3 km). Si supera una casa gialla al n. 2 sulla destra. Poco dopo si incontra una catena che si supera e si procede oltre la stessa (a sinistra). Il sentiero scende (seguire le indicazioni CAI). Al successivo bivio (4,7 km) si tiene la sinistra. Al successivo trivio si prende il sentiero CAI 817 che sta al centro (indicazione Palestrina). un centinaio di metri dopo si incontra sulla destra la Buca delle Candele.
Quindi si arriva in cima alla collina (pareti per esercitazioni rocciatori) e si svolta a sinistra (5 km).
Si arriva all’area di sosta attrezzata Palestrina del Parco Regionale e si prosegue per una ventina di metri, raggiungendo una sbarra verde in prossimità della strada asfaltata. Si attraversa Via Madonna dei Boschi e si riprende il sentiero CAI 817. Si arriva all’Oratorio della Madonna dei Boschi (cartello indicativo del Parco Regionale 5,3 km). Si procede diritto sul sentiero parallelo alla strada asfaltata. Si arriva ad un’area di sosta con cartello Il Castello – Farneto (5,5 km).
Si segue il sentiero CAI 817 in direzione Monte Calvo (a destra). Usciti dal sentiero, si svolta a sinistra in discesa ai margini del campo. Dopo la curva a destra, si attraversa il Torrente Acqua fredda (5,9 km) a sinistra. Dopo il ponticello di legno si gira a sinistra e si comincia a salire.
Giunti all’apice della collinetta, si svolta a destra e si ricomincia a salire. Alla fine del sentiero si incontra la recinzione del caseggiato Ca’ Bianca (6,7 km) e si svolta a sinistra. Alla fine della recinzione si esce sulla strada asfaltata, Via Ca’ Bianca (7 km), e si gira a sinistra scendendo.
Dopo circa 500 metri, in prossimità di casa dei Santini, si piega a destra seguendo il sentiero CAI 804 (7,5 km). Questo procede inizialmente su una strada campestre. Si passa il punto 3: Buca di Budriolo (7,9 km). Dopo poche decine di metri si prosegue sul sentierino in salita, immerso nella vegetazione. Poi si scende fino ad un bivio con vari segnavia: girare a sinistra sul sentiero 804A in direzione Farneto e proseguire per circa 100 metri fino al raggiungimento della strada asfaltata. 
Andare a destra, scendere per circa 800 metri e proseguire sulla destra avanti altri 150 metri circa, al semaforo girare a destra in Via Carlo Jussi. Avanzare per Via Carlo Jussi per circa 600 metri su strada asfaltata, attenzione strada scorrimento veloce fino al raggiungimento del “Centro Casa Fantini ” al cancello di ferro eseguire le frecce. Il cancelletto pedonale è sempre aperto, ma se per caso qualcuno l’avesse chiuso, c’è un varco per il quale i pedoni possono passare. Potete farvi apporre un timbro sulla credenziale. È disponibile un bagno con acqua potabile; non si incontrano altre fonti o negozi fino al rifugio. Seguendo il ripido sentiero, si risale il costone (9,3 km) della
grotta del Farneto (se si fa una brevissima deviazione a sinistra lungo il sentiero la si può visitare, ma vi si può entrare solo su prenotazione e con guida) fino a giungere ad un bivio: si gira a sinistra tra boschi di querce (9,6 km). Alla sbarra di legno si tiene la sinistra. Il sentiero termina e si svolta a destra in uno sterrato più ampio con segnavia CAI 804 fino al suo esaurimento. Si arriva su un sentiero più ampio (10,7 km), si svolta a sinistra e lo si segue (sentiero CAI 806 di via Gaibola). Si supera il cartello dell’itinerario 4: Buca di Ronzana (11,2 km). La strada diventa asfaltata. Alla fine della via, allo stop, si tiene la sinistra (cartello Itinerario Geologico Ca’ Gaibola – Calanchi Rio Maleto (10,4 km) e si procede fino ad arrivare al bivio con Maestà (Madonnina 11,5 km). Qui si
svolta a sinistra e si segue il sentiero CAI 817.
Alla fine la strada si restringe, diventa sassosa e la si segue in discesa. Ai paletti rossi (11,3 km) si svolta a destra (CAI 817) in direzione Fondovalle Idice. Al trivio (12 km; CAI 817) si svolta a sinistra e si scende. Si incontra una recinzione elettrificata con cancelletto, si entra richiudendo il cancelletto. Lungo il sentiero, ad una curva a destra, si svolta a sinistra (12,2 km) (non è consigliabile continuare a percorrere il sentiero perché attraversa alcune proprietà private che non permettono l’accesso). Si prosegue diritto, si attraversa un campo scendendo in direzione nord, quindi si procede verso est (12,5 km). Si esce dal recinto elettrificato chiudendo il cancelletto. Si arriva ad una fonte (non sempre attiva; 12,7 km) che si tiene sulla destra, procedendo diritto.
Alla fine, prima del torrente, si svolta a destra sulla strada sterrata (12,8 km; si consiglia di dare un’occhiata al panorama dal ponte che c’è sulla sinistra subito all’uscita del sentiero: vale davvero la pena!). Si prosegue per circa 2 km e si svolta a sinistra prendendo il ponte sul torrente Idice (15,1 km) e si continua a destra subito dopo il ponte nel sentiero che fiancheggia il torrente. Dopo 900 metri si arriva su una carrareccia più larga che si seguendo a sinistra ci porta sulla strada SP 7 di via Idice (16,1 km). Siete nel paese di Castel de’ Britti (non si passa per il centro a meno che non si faccia una deviazione svoltando a sinistra). Si gira a destra e, dopo un centinaio di metri, si imbocca la stradina asfaltata (via Idice 16,2 km) sulla sinistra in salita (CAI 817) dove si incontra un’area di sosta con tavoli e panche sulla destra. Alla prima biforcazione (16,4 km) si procede a destra. Finisce la strada asfaltata e inizia la sterrata verso sinistra (14,2 km). All’incrocio (14,3 km) si procede diritto in salita. Al successivo bivio (14,4 km) si continua a salire a destra. Al km 15 si procede diritto. Si incontra una recinzione di rete metallica ed un ampio cancello a due ante con telaio in legno, si entra richiudendo il cancello e al bivio successivo si tiene la sinistra. Finisce il sentiero CAI 817 (17,6 km). Si continua svoltando a destra e seguendo il sentiero CAI 801 di via Piombarola. Si incontra un cartello su: Miglioramento del bosco mediante tagli selettivi. Si passa di fronte al cartello con indicazione: Itinerario geologico “via del Pilastrino – Castel de’ Britti” 2: area Piombarola. Si continua diritto salendo: si incontra un piccolo rudere (si segue sempre il CAI 801).
Si incrocia una chiesetta (17,9 km). Inizia la strada asfaltata di via Pilastrino che si segue. Al bivio si prende la strada sterrata a destra in discesa di via del Pilastrino (direzione La Palazzina – CAI 801; 18,4 km). Dopo circa 200 metri, si svolta a sinistra all’altezza del cartello: Itinerario geologico: via del Pilastrino – Castel de’ Britti in direzione Settefonti (no via Bianchina). Dopo 200 metri si raggiunge l’area di sosta 1: Calanchi dell’Abbadessa e Monte Arligo (18,7 km). Si segue la strada che diventa per un tratto asfaltata fino alla fine di via del Pilastrino (20,1 km). Siamo a Settefonti di Ozzano.

Difficoltà: E – Escursionistico. Tempo: ore 7,00. Km. 20,00
Materiali: comode scarpe da trekking, berretto, zainetto da 30 kg con bevande e pranzo a sacco, bastoncini da trekking. Sosta pranzo libera lungo il percorso.

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