29-30/09/2018 – Franciacorta e Valcamonica

Proponiamo un week-end tra i vignetti della Franciacorta con le relative degustazioni e visite
culturali al lago di iseo e in Val Camonica.

SABATO 29/09/2018 – Padova –Franciacorta – Boario Terme
Ore 06:30 Ritrovo dei Partecipanti in via Transalgardo, 2 a Padova e partenza con pullman G.T. via autostrada per la provincia bresciana Sosta tecnica lungo il percorso.
Ore 09:30 – Incontro con la guida locale autorizzata a Rovato e visita dell’Abbazia Olivetana San Nicola a Rodengo Saiano. Il complesso Monastico protagonista della rinascita della vita religiosa,ma anche della bonifica agraria della zona,fu fondato per opera dei Monaci Benedettini Cluniacensi che istituirono come “francha curtis”, cioè “corte franca” esente da ogni autorità, il priorato di Rodengo. Documentato dal 1090, fino al 1195 Rodengo fu intitolato a San Pietro, successivamente a San Nicolo’ di Bari. Nel 1446 Papa Eugenio IV ne conferì il possesso alla Congregazione Olivetana che edifico’ex novo l’attuale complesso. Nel 1534 il Monastero divenne Abbazia, ristrutturata secondo il gusto rinascimentale ed impreziosita dalle opere di famosi pittori come il Gambara, il Romanino, il Moretto, il Marone, il Cossali e,successivamente il Castellini, il Sassi ed il Lechi. Soppresso da Napoleone nel 1797,il Monastero fu ridotto in stato miserevole dalle frequenti occupazioni militari.Il ritorno degli Olivetani nella loro Abbazia, l’8 Febbraio 1969 è stato auspicato ed espressamente desiderato da Papa Paolo VI che, per essere nativo della vicina Concesio, ben conosceva per averlo visto, il degrado dell’Abbazia.
Quindi a seguire giro panoramico in Franciacorta sul territorio coltivato a vigneto con eventuali stop per foto o brevi visite. Famosa nel mondo per i suoi vini, la Franciacorta è una zona compresa tra la città di Brescia e il lago d’Iseo. I suoi molti edifici storici, primi fra tutti i monasteri e le ville patrizie, che raccontano secoli di lavoro e di prosperità, si integrano armoniosamente con il paesaggio incantevole. Il suo nome, un po’ curioso, deriva dall’unione di due parole: franchae e curtes, con riferimento all’esenzione da dazi e gabelle di cui godevano molte delle sue corti, in gran parte amministrate da Benedettini e Cluniacensi. Sulle colline della Franciacorta, la coltivazione della vite ha origini remote, come testimoniano i rinvenimenti di vinaccioli di epoca preistorica e gli scritti di autori classici quali Plinio, Columella e Virgilio. Il ricco materiale archeologico di età preistorica rinvenuto, come ad esempio i resti di palafitte ritrovati nella zona delle Torbiere del Sebino, racconta come qui si stanziarono popolazioni primitive, alle quali subentrarono via via i Galli Cenomani, i Romani e i Longobardi. La coltivazione della vite fu una costante della Franciacorta, dove, dall’epoca romana al periodo tardo-antico fino al pieno medioevo, crebbero vigneti anche grazie alle favorevoli condizioni climatiche e pedologiche. Con alti e bassi, la viticoltura in queste terre non s’interruppe mai. Arrivo presso l’Agriturismo “Al Rocol” pranzo e visita delle cantine. www.alrocol.com

Quindi proseguimento del tour e Ore 15:30 ca. visita al Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, Il monastero di San Pietro in Lamosa si trova a Provaglio d’Iseo in prossimità delle Torbiere del Sebino, a cui è dovuto il nome San Pietro “in Lamosa”. Dal 1083 al 1535, la chiesetta, donata ai monaci cluniacensi dell’abbazia di Cluny, si trasformò in monastero che svolse importanti funzioni religiose, economiche, socio-assistenziali e culturali. Dal 1535 al 1783, il monastero fu acquisito dai canonici regolari di san Salvatore di Brescia, che costruirono la cappella di fronte all’entrata. Il monastero deve importanza a un ciclo di affreschi sulla Vita di Gesù di autore ignoto del XVI secolo. Interessante è anche l’oratorio di epoca barocca di fronte all’entrata del monastero.
Si segue alla volta di Iseo che visiteremo. Situato sulla sponda sud-orientale, è il paese che dà il nome al lago stesso Iseo è una piccola cittadina che si sviluppa attorno ad un vecchio borgo medioevale. Il centro del paese è Piazza Garibaldi, la cui statua si erge al centro, appoggiata sulla sommità di una base in tufo ricoperta di muschio. Si tratta del primo monumento italiano (1883) dedicato all’”eroe dei due mondi”, opera dello scultore P. Bordini di Verona. Sulla piazza si affaccia anche l’austero palazzo comunale con l’orologio, progettato dall’architetto R. Vantini e portato a termine nel 1833. L’edificio a sud, con un portico ad archi, mostra alcuni affreschi e dettagli che ne ricordano l’origine medievale. Contigua è anche piazza dello Statuto, alla cui destra, poco distante, si scorge l’Arsenale.Il palazzo detto delle Milizie o dell’Arsenale fu inizialmente magazzino e poi residenza della famiglia degli Oldofredi. Divenuto proprietà comunale nel 1619, fu adibito a carcere mandamentale da inizio Ottocento fino al 1980, anno in cui vennero restaurati l’antica loggia ed il porticato quattrocentesco. Al piano terra il palazzo ospita mostre e rassegne culturali curate dal “Centro Culturale l’Arsenale”. Al termine sistemazione si raggiunge Boario Terme Sistemazione all’hotel San Martino. Cena e pernottamento.

DOMENICA 30/09/2018 – Parco incisioni rupestri – Padova
Dopo la prima colazione in hotel, incontro con la guida e visita al Parco nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane durata circa 2 ore, si consigliano scarpe comode. Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri fu istituito nel 1955, primo parco archeologico italiano, per la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche e protostoriche della Valle Camonica. Si estende su una superficie di 143.935 mq in Località Naquane, sul versante idrografico sinistro della Valle Camonica, tra i 400 e i 600 m/slm. Le incisioni sono riferibili prevalentemente all’età del Ferro; poche sono quelle ascrivibili ad età più antiche (Neolitico, età del Rame e età del Bronzo) o all’epoca romana e medievale.
Al termine proseguimento per visitare la Pieve romanica di San Siro Pietra miliare del Romanico Lombardo dell’XI-XII secolo la Pieve di San Siro deve il proprio nome a chi per primo, secondo la tradizione, portò il Cristianesimo in quest’area. Secondo una leggenda medievale la Chiesa sarebbe stata eretta su volere dello stesso Carlo Magno. Abbarbicata nella roccia a strapiombo sul fiume Oglio la Chiesa domina il centro storico del paese di Capo di Ponte. Proseguimento per Pisogne e pranzo presso il Ristorante ”La Pieve di Pisogne”. www.lapievedipisogne.it

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