29/10/2017 – Marronata in Birreria a Pedavena. Sentiero Natura di San Vittore – Anzù

Proponiamo ai soci in occasione della consueta Marronata l’escursione sul sentiero Natura di San Vittore ad Anzù vicino a Feltre. Per chi non potrà effettuare l’escursione proponiamo una visita guidata della città di Feltre. Ci porteremo poi per il pranzo alla Birreria di Pedavena che andremo a visitare nel pomeriggio prima del rientro a Padova.

Percorso escursionistico: sentiero Natura di San Vittore. Dalla Locanda del Re mt.235 proseguiamo sulla strada che sale al Santuario per poche centinaia di metri raggiungendo la prima delle sei cappelline che i padri Somaschi eressero tra il 1669 e il 1771, Qui sulla destra inizia la mulattiera a gradina. Saliamo e passando le varie cappelline fino a raggiungere la cappella dell’Angelo che precede la scalinata d’accesso al Santuario di San Vittore e Corona mt. 341.
Raggiunto il Santuario le guide dell’associazione Fenice di Feltre ci accompagneranno nella visita dello splendido chiostro e della chiesa con i suoi affreschi. Il Santuario iniziato nel 1096 – all’epoca della prima Crociata – su un luogo di culto precedente, fu realizzato di getto in soli cinque anni e consacrato dal Vescovo di Feltre, Arpone, il 13 maggio 1101. Di stile romanico con chiari influssi bizantini, è a croce greca, a tre navate con transetto e cupola centrale ed è preceduto da un protiro costruito dai Padri Fiesolani. Una lunga e imponente gradinata fiancheggiata da muretti, costruita alla fine dell’ottocento dall’architetto feltrino Giuseppe Segusini (1801-1876), caratterizza la salita e l’accesso al Santuario. In primo piano le statue dei due Patroni. Esistono innumerevoli santuari nel mondo ed ognuno ha un suo messaggio specifico. Il Santuario dei Santi Vittore e Corona di Feltre da più di nove secoli continua ad attirare persone di ogni condizione sociale, dagli imperatori del Sacro Romano Impero come Carlo IV di Boemia agli artisti medioevali che ne hanno affrescato le pareti, dagli uomini di cultura all’umile gente del popolo. Esso racchiude un messaggio che trova il proprio centro nell’arca dei Santi Martiri e viene ampliato dal linguaggio affascinante e misterioso delle pietre e dei colori. Databili tra la fine del XII e l’inizio del XVI secolo gli affreschi del Santuario costituiscono il complesso più interessante di pitture murali eseguite nell’alto Veneto. Si tratta di un insieme di grande rilevanza soprattutto per la presenza di artisti delle scuole di Giotto, di Tommaso da Modena e di Vitale da Bologna.
Ci portiamo quindi sul prato a fianco al Santuario dove inizia il Sentiero Naturalistico provvisto di tabelle sulla flora. Prendiamo il sentiero di destra che sale sul fianco della Rocchetta alternando tratti in salita con tratti in traverso. Usciti dal bosco con un traverso panoramico sul santuario e sulla conca Feltrina raggiungiamo una sella quotata mt. 415. Si prosegue a destra per la panoramica crestina tra affioramenti calcarei di biancone fino a raggiungere un ampio poggio prativo mt. 506. Panorama su Feltre, le Vette Feltrine, il Sss de Mura, il Pizzocco, i Monti del Sole, la Schiara e il Serva con sotto la val Belluna. Con breve discesa il sentiero raggiunge una depressione boscosa per poi risalire ad altri prati andando ad incrociare una stradina sterrata. Area sosta con tavolo e panche e cartellone del percorso naturalistico e poco sopra capitello dedicato alla Madonna. Qui valuteremo se proseguire salendo i comodi tornanti della sterrata verso la cima del monte Miesna mt. 774 passando prima per la casera dell’Amicizia mt. 700 e poi per le casere Cavallin mt. 750 da dove per traccia sulla vetta boscosa. Da qui si dovrebbe poi ritornare per stesso itinerario all’area di sosta vicino al capitello Dall’area di sosta scendiamo per la stradina sterrata con ampi tornati, nei tratti più ripidi asfaltati, sul versante nord del monte Miesna raggiungendo la comunale che collega Anzù a Cellarda. Qui prendiamo subito a sinistra una carrareccia che attraversa con lievi saliscendi la caratteristica zona dei “Collesei” raggiungendo le prime case di Anzù. Per via Carpane raggiungiamo la chiesetta del paese e pendendo a sinistra via Santi Vittore e Corona ritorniamo alla Locanda del Re.
Difficoltà: E. Dislivello salita e discesa mt. 280.Tempo ore 2,00.
Con salita del monte Miesna difficoltà: E. Dislivello salita e discesa mt. 550, tempo ore 3:00

Percorso turistico di Feltre. Lasciati gli escursionisti il pullman con il gruppo del percorso turistico raggiungerà il centro di Feltre con le guide dell’associazione Fenice per la visita della città.
Si visiterà la Galleria ‘arte moderna “Carlo Rizzarda”. Museo di arti decorative unico al mondo, la Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda” venne istituita per volontà testamentaria del celebre fabbro artigiano ed inaugurata nel 1938. Conserva oltre 400 manufatti in ferro battuto forgiati in forme sinuose ed eleganti tra il 1910 e il 1930 da Carlo Rizzarda: cancelli, lampade, inferriate, ringhiere e formelle. Vi sono inoltre oggetti d’arte decorativa e opere d’arte acquistati dal maestro per arredare la dimora milanese. Tra gli artisti compaiono Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Egon Schiele, Adolfo Wildt, Felice Casorati e Gaetano Previati. La donazione della collezione d’arte contemporanea della giornalista Liana Bortolon ha ampliato la raccolta con opere di maestri del ‘900 come Pablo Picasso, Marc Chagall, Gino Severini, Mario Sironi e Massimo Campigli.
Tempo permettendo anche il Teatro de la Sena. Il Teatro de la Sena, ovvero “della scena”, è ospitato al primo piano del Palazzo della Ragione, edificio cinquecentesco costruito a partire dal 1510 dopo la distruzione della fabbrica preesistente da parte delle truppe di Massimiliano d’Asburgo e caratterizzato dal loggiato palladiano del 1558. Il salone, inizialmente adibito alle riunioni del Maggior Consiglio, fu destinato a pubblico teatro nel 1684 con la costituzione di un Teatro Sociale a due ordini di palchetti di proprietà privata, appartenenti a famiglie nobili e cittadine. Già dal 1621 vi si teneva “…una Sena (scena) per recitar commedie in Carnevale”. Nel XVIII secolo l’attività fu intensa.
Nel 1729 Carlo Goldoni vi rappresentò “Il buon padre” e “La cantatrice”. Nel 1741 fu aggiunto un terzo ordine di palchetti. Il 26 luglio 1769 un fulmine colpì il teatro durante uno spettacolo, causando la morte di cinque persone, decine di feriti e danni alle strutture, cosicché la sala fu utilizzata sporadicamente. Nel 1802 l’architetto veneziano Gianantonio Selva, già vincitore del concorso per la progettazione della Fenice di Venezia, fu incaricato della radicale ristrutturazione dell’ambiente. Le decorazioni pittoriche, tra le quali spiccano il sipario e il soffitto a velario, furono eseguite invece nel 1843 da Tranquillo Orsi, autore nel 1837 delle decorazioni neoclassiche della Fenice.

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