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TURNER E GLI IMPRESSIONISTI - La grande storia del paesaggio moderno in Europa

MONDRIAN ottanta capolavori - Complesso di Santa Giulia

Brescia - domenica 04 Marzo 2007

Composta di circa 270 opere e divisa in 5 ampie sezioni, la mostra per la prima volta in Italia tratteggia l’importante vicenda della nascita del paesaggio impressionista. Facendolo però da un punto di vista molto più dilatato e così storicamente fondato. Infatti, la prima sezione indicherà, attraverso l’opera di Constable e Turner, le maggiori preesistenze in Europa, al di fuori della Francia, nei termini della più elevata qualità quanto a una nuova interpretazione del paesaggio. Non è inutile ricordare, tra l’altro, come Constable e Turner siano stati fondamentali, il primo in modo particolare per gli artisti di Barbizon e il secondo specialmente per Monet. La seconda sezione, intitolata Dall’Accademia al primo plein air, intende illustrare l’evoluzione del paesaggio da fondale scenografico, luogo in cui accadono le storie della Mitologia e delle Sacre scritture, a genere in cui la natura, pur non assumendo mai quella rilevanza che, negli stessi anni, le era propria con l’opera di Constable e Turner, viene consapevolmente studiata dal vero da pittori come Granet, Constantin, Valenciennes e, naturalmente, Corot. Poi sarà l’impressionismo a guadagnare il centro della scena e  volendo spiegare cosa abbia rappresentato, per quel gruppo di pittori, il paesaggio, bisognerà partire da Barbizon. Nella terza sezione infatti, intitolata Da Barbizon al primo paesaggio impressionista, si avrà modo di misurare quale fu la vera, incredibile novità introdotta da quei pittori. La natura non è più quella di un’Italia pittoresca e idealizzata, ma quella di una Francia scoperta gradualmente. Si inizia con l’esplorazione delle foreste attorno a Parigi,ma il luogo che, più di altri, rinvigorì il paesaggio contemporaneo francese tra gli anni trenta e gli anni cinquanta, fu la foresta di Fontainebleau con le sue frazioni, Barbizon, Marlotte e Chailly. Corot, e Huet furono tra i primi a frequentare questi luoghi mitici. Intitolata Paesaggi dell’impressionismo, la quarta sezione abbraccia oltre 150 opere, dunque il cuore vero di tutta la mostra. Non più solo il paesaggio, ma i paesaggi. Un plurale che si rende necessario per raccontare la ricchezza e diversità di visione che a partire dai primi anni settanta, e fino agli albori del nuovo secolo, tanti pittori della generazione impressionista hanno saputo tradurre nelle loro opere.  Se al primo momento dunque possiamo associare i nomi, tra gli altri, di Sisley, Pissarro, Guillaumin e Caillebotte, i veri giganti di questa irripetibile stagione sono Manet prima di tutti, e poi Gauguin, Monet, van Gogh e Cézanne. Artisti il cui ruolo dominante è testimoniato in mostra da ampi gruppi di opere di qualità assoluta. L’impressionismo non nasce con un manifesto programmatico stilato in un momento preciso da un maître à penser. Questa sezione vuole dunque restituire il senso di tale confronto continuo che ha animato le esistenze degli impressionisti, del loro cimentarsi molto spesso su soggetti simili, nello stesso tempo o a distanza di anni, in perfetta solitudine o l’uno a fianco dell’altro. Quanto cioè l’impressionismo sia sostanzialmente un riandare continuo alla natura per coglierne fin dove possibile la fuggevole bellezza. Quindi il tema dell’acqua, ovvero i fiumi di Francia, dalla Senna all’Oise, e poi i quadri dedicati al mare, da quelli celeberrimi di Manet, e dai molti che Monet vi dedicò soprattutto durante i soggiorni importanti in Normandia o in Costa Azzurra, fino all’esaltazione dell’accecante luce mediterranea nei quadri di Signac. Sempre restando al tema delle città, un ruolo centrale, anche per i quadri dipinti fuori Parigi, l’avrà ancora Monet, con le immagini di Londra e di Venezia, e ancora della cattedrale di Rouen che vivrà in un magnifico raffronto con due superbe versioni della chiesa di Moret dipinte da Sisley. Questo capitolo della mostra includerà anche i viaggi che gli impressionisti fecero. Allora le visioni olandesi e inglesi di Monet si alterneranno a quelle provenzali di Cézanne. Senza dimenticare la Bretagna, primo eden abitato da Gauguin e Bernard, e il mitico Sud cercato e dipinto da Van Gogh dopo la scoperta della pittura impressionista fatta a Parigi. Talvolta gli impressionisti non dipingono neppure nella chiarità di un campo o sulla riva del fiume, ma si fermano alla brevità del giardino di casa. Al giardino è intitolata infatti la quinta e ultima sezione dove sono presentati molti dei capolavori più alti di tutta la mostra. A cominciare da un angolo del giardino a Rueil dipinto da Manet nel 1882, qualche mese prima della sua morte. Quando infatti gli impressionisti dipingevano un giardino era per ambientarvi una scena di famiglia o per esaltare la propria abilità nel rendere i giochi di chiaroscuro che la luce creava con la vegetazione. È quello che accade negli Oleandri celeberrimi realizzati da Bazille nel 1867 o quanto si può vedere nel Parco a Yerres dipinto da Caillebotte dieci anni dopo. A una visione più aperta e meno scintillante di riverberi luminosi, si rifà Pissarro che a distanza di vent’anni l’una dall’altra dipinge due opere, gli Orti a L’Hermitage, Pontoise del 1874 e gli Alberi in fiore. Questo tipo di soggetto non poteva che affascinare van Gogh al suo arrivo a Arles, nella primavera del 1888. Il tema del giardino è però forse quello che per eccellenza va ricondotto all’opera di Monet e al tempo ultimo della sua vita a Giverny. La mostra infatti si conclude, lontanissima da dove era partita, già ben dentro il XX secolo. Eppure, d’altro canto, vicina a certi quadri di Turner che, ancor prima della metà del secolo precedente, erano già dispersione dentro la tempesta del colore

Partenza: alle ore 07.15 di domenica 04 Marzo 2007 dalla sede del Cral in via Transalgardo, 2 a Padova con  pullman riservato. Sosta colazione in corso di viaggio.

Arrivo a Brescia per le ore 09.30 circa. Incontro con le guide e visita guidata alle mostre del Complesso di Santa Giulia con ingresso alle ore 10.00 e 10.15.

Dalle ore 12.15 circa sosta per il pranzo libero. Comunicheranno preventivamente ai soci una lista di locali consigliati dalle associazione guide di  Brescia.

Alle ore 14.30 appuntamento con le guide turistiche per la visita alla mostra in Castello. Al termine della visita  ritorneremo al pullman, nel luogo convenuto,  per il rientro a Padova. Arrivo a Padova per le ore 19.30 circa.  

QUOTA comprensiva di trasporto pullman,ingressi guidati,guide turistiche

  25,00 per i soci dip.ti/pensionati  (pullman + ingressi + guida)

  30,00 per i soci  Fitel ed altri  Cral Araba Fenice.

Per eventuali informazioni: Segreteria Cral Araba fenice Veneto (dal lunedì al giovedì mattina)  tel. 049895612/13

Fabris Ennio uff. Banche tel.0496991108 – dopo orario di lavoro

SCADENZA ADESIONI 29 GENNAIO 2007

INVIARE A CRAL ARABA FENICE VENETO

 

Il/la sottoscritto/a………………………………………………………. matr………………..

  in servizio presso………………………………………………………………………….

  Cellulare per comunicazioni dell’ultima ora………………………………….

  da l’adesione alle mostre “Turner e gli Impressionisti” e “Mondrian ottanta capolavori”

del 04-03-2007 assieme ai seguenti soci famigliari:

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q gruppo ore 10,00                                 q     gruppo ore 10,15

Vogliate addebitare nel c/c ………………..………..

presso l’ag./fil………………….….…………………..    codice interno ………………

la somma di  € ………………………...

Data…………………………             Firma…………………………………….…….

 

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